SANZIONI CINESI CONTRO 11 CITTADINI USA: VERSO UN USO SEMPRE PIÙ POLITICO E UNILATERALE DELLE SANZIONI ECONOMICHE

La Cina ha annunciato l’adozione di sanzioni contro undici cittadini statunitensi, tra politici ed esperti di politica estera; tra questi, alcuni senatori, come i repubblicani Marco Rubio e Ted Cruz.
L’azione del Governo cinese è intervenuta a distanza di poche settimane dall’adozione, da parte del Presidente USA Donald J. Trump: (I) dell’Executive Order (EO) 13936 Hong Kong Normalization (con il quale – a seguito dell’emanazione della Legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong da parte del Governo cinese – sono stati revocati i privilegi all’esportazione/ri-esportazione di determinati beni statunitensi verso Hong Kong e sono stati inseriti nella SDN List determinati soggetti ritenuti coinvolti negli episodi di coercizione/arresto/detenzione sulla base della succitata Legge) nonché (II) dell’Executive Order on Addressing the Threat Posed by TikTok (“EO TikTok”), mediante il quale è stata proibita ai cittadini statunitensi qualsiasi transazione con l’entità cinese ByteDance Ltd. – gestore della App per la condivisione di video TikTok – e con le sue subsidiaries.
Gli sviluppi sopra citati risultano particolarmente interessanti, indipendentemente dal contenuto delle singole restrizioni e dalle considerazioni giuridiche nel merito, in quanto confermano un trend ormai consolidato nell’uso delle sanzioni economiche internazionali: da strumento per la tutela della pace e della sicurezza internazionale a opzione politica unilaterale. Particolarmente esemplificativo di questo trend è stato l’Executive Order del 11 giugno Blocking Property of Certain Persons Associated with the International Criminal Court, che autorizza le autorità USA a sanzionare chiunque sia stato coinvolto nelle attività della Corte Penale Internazionale per indagini riguardanti personale americano.
Il rischio è, sul lungo termine, che l’intensificarsi dell’adozione di misure e contromisure ritorsive – non dettate da principi condivisi dalla comunità internazionale, ma da visioni di politica estera appartenenti a singoli Stati – complichi ulteriormente il quadro nel quale si trovano ad agire gli operatori commerciali e finanziari di tutto il mondo, già appesantito dai regimi sanzionatori esistenti, non sempre allineati tra loro (basti pensare alle differenze esistenti tra le attuali sanzioni adottate contro Russia ed Iran da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Europea).