L’UE ESTENDE IL PROGRAMMA SANZIONATORIO SULLA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN E DESIGNA 8 INDIVIDUI E 3 ENTITÀ

Il 12 aprile, L’Unione Europea (UE) ha deciso di prolungare fino al 13 aprile 2022 le misure contro l’Iran e ha aggiunto ulteriori nominativi nell’elenco di persone ed entità sottoposte a sanzioni. Dal 2011 l’UE impone delle misure restrittive connesse alle violazioni dei diritti umani in Iran ai sensi del Regolamento (UE) n. 359/2011 del Consiglio del 12 aprile 2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. Tali misure, che sono state prorogate a cadenza annuale, includono il congelamento dei beni e il divieto di visto per le persone ed entità inserite nelle liste sanzionatorie nonché il divieto di esportazione verso l’Iran di attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna.
Nell’aprile 2019, il Consiglio UE aveva affermato nelle proprie conclusioni sull’Iran di essere ‘seriamente preoccupato per la situazione dei diritti umani in Iran’. Nel dicembre 2019, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune aveva manifestato la propria disapprovazione rispetto al ‘diffuso e sproporzionato ricorso alla forza da parte dell’Iran contro manifestanti non violenti’ nel contesto delle proteste del 2019.
L’UE ha inserito in lista tre istituzioni carcerarie in cui i prigionieri sarebbero stati sottoposti a trattamento disumano: Prigione Fashafouyeh, Prigione Evin e Prigione Rajaee Shahr. Diversi individui (Gholamreza Soleimani, Houseein Salami, Hassan Karami, Mohammad Pakpour, Houssein Ashtari, Gholamreza Ziaiei, Hassan Shahvarpour, Vasehi Leyla) sono stati parimenti aggiunti all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 359/2011, per aver applicato delle misure violente contro manifestanti disarmati e altri civili, in grave violazione dei diritti umani.