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RIFORMA DOGANALE DELL’UE: DEFINITA LA PROCEDURA PER LA SELEZIONE DELLA CITTÀ CHE OSPITERÀ LA NUOVA AUTORITÀ DOGANALE (UECA)

Studio Legale Padovan

Il 25 febbraio 2026, il Consiglio dell’Unione europea ha approvato, d’intesa con il Parlamento europeo, la procedura per la selezione della città che ospiterà la nuova European Union Customs Authority (EUCA).

La decisione finale sarà adottata il 25 marzo 2026, in occasione di un incontro interistituzionale informale tra i co-legislatori.

La creazione dell’EUCA si inserisce nella più ampia riforma del sistema doganale dell’Unione, attualmente in fase di negoziazione. Tra i nove Stati membri candidati figura l’Italia, che ha proposto Roma quale sede della futura Autorità.

  1. Il contesto della riforma

L’Unione europea sta lavorando a una revisione strutturale del proprio quadro doganale, alla luce delle crescenti pressioni derivanti da:

  • aumento significativo dei flussi commerciali;
  • frammentazione dei sistemi nazionali;
  • crescita esponenziale dell’e-commerce;
  • mutato scenario geopolitico.

Nel maggio 2023 la Commissione europea ha presentato una proposta di riforma complessiva. Il 27 luglio 2025 il Consiglio ha adottato un mandato negoziale parziale, consentendo l’avvio dei negoziati interistituzionali con il Parlamento europeo, tuttora in corso.

La posizione del Consiglio copre i principali elementi della riforma, tra cui:

  • l’istituzione di un EU Customs Data Hub quale piattaforma unica digitale per la gestione e l’analisi dei dati doganali;
  • la creazione della EU Customs Authority (EUCA) con funzioni di coordinamento a livello unionale;
  • nuove semplificazioni per gli operatori maggiormente affidabili, nell’ambito di un sistema evolutivo rispetto all’attuale programma AEO (“trust and check”);
  • l’eliminazione della soglia di esenzione dai dazi per le merci di valore inferiore a €150.

In parallelo, il Consiglio ha già adottato misure transitorie relative ai piccoli pacchi e-commerce, introducendo, a partire dal 1° luglio 2026, un dazio forfettario di €3 per le spedizioni sotto i €150, in attesa dell’operatività del nuovo sistema digitale. (di cui trattiamo in un precedente post)

  1. Il ruolo della nuova EU Customs Authority

L’istituzione dell’EUCA mira a creare una capacità centrale di coordinamento per assistere le amministrazioni doganali degli Stati membri in modo coerente e uniforme.

La nuova Autorità sarà chiamata, in particolare, a:

  • coordinare la gestione del rischio a livello UE;
  • promuovere un’applicazione più uniforme delle norme doganali;
  • supervisionare le operazioni doganali nell’Unione.

EUCA opererà sulla base dei dati raccolti attraverso il futuro Data Hub europeo, mentre le autorità nazionali continueranno a svolgere analisi di rischio calibrate sulle proprie esigenze specifiche.

  1. La selezione della sede dell’EUCA

Nell’ottobre 2025 la Commissione europea ha lanciato una call per ospitare la futura Autorità.

Hanno presentato candidatura nove Stati membri: Romania, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Polonia e Croazia.

Tra questi, l’Italia ha formalmente indicato Roma quale città candidata ad ospitare la nuova EUCA,

Secondo la candidatura presentata, l’assegnazione dell’Autorità a Roma contribuirebbe a riequilibrare la distribuzione geografica delle agenzie e delle istituzioni europee, rafforzando al contempo la presenza dell’Unione nell’area mediterranea. L’Italia ospita attualmente due agenzie dell’UE e la designazione della capitale quale sede dell’EUCA verrebbe inquadrata in una logica di bilanciamento territoriale tra Nord e Sud, nonché tra Est e Ovest dell’Unione.

La proposta valorizzerebbe inoltre:

  • la posizione geografica strategica dell’Italia, crocevia naturale tra Europa settentrionale e meridionale e tra Europa orientale e occidentale;
  • il ruolo del Paese nel commercio marittimo globale, con gestione di ingenti flussi di merci, inclusi prodotti energetici e altre risorse strategiche;
  • il contributo storico e istituzionale dell’Italia al processo di integrazione europea.

In un comunicato congiunto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) e del Comune di Roma, è stato inoltre evidenziato che la candidatura italiana si fonda sulle competenze maturate dall’ADM, riconosciuta tra le amministrazioni doganali più avanzate in Europa in termini di:

  • digitalizzazione dei processi;
  • integrazione e gestione dei dati;
  • contrasto alle frodi;
  • attuazione del Codice doganale dell’Unione.

La riforma doganale europea segna un punto di svolta per il commercio internazionale, con impatti strutturali su compliance, gestione dei flussi informativi e coordinamento tra normativa doganale ed export control. Lo Studio, che possiede un’esperienza consolidata nell’assistenza alle imprese nella gestione accurata delle questioni doganali, continuerà a monitorare le evoluzioni normative in materia e ad aggiornarvi sulle novità di maggiore interesse.

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