Il 21 gennaio 2026 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con cui viene richiesto un parere giuridico alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sull’accordo di libero scambio UE–Mercosur, già approvato dal Consiglio UE lo scorso 9 gennaio (si rinvia al post di approfondimento).
La risoluzione, adottata con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni, mira a verificare la compatibilità del testo dell’accordo con i Trattati dell’Unione europea. Dal punto di vista politico-istituzionale, l’iniziativa del Parlamento ha l’effetto concreto di posticipare l’iter di approvazione, rendendo improbabile l’entrata in vigore definitiva dell’accordo nei prossimi 18–24 mesi, ovvero il tempo stimato per l’emissione del parere della Corte.
In particolare, tra le motivazioni economico-commerciali indicate all’interno del testo della richiesta di parere legale da parte del Parlamento europeo vi sono:
– Clausola di riequilibrio (rebalancing clause): viene contestato il meccanismo che consentirebbe l’adozione di contromisure da parte dei paesi del Mercosur anche in assenza di una violazione formale dell’accordo, qualora una misura UE riduca i benefici commerciali dell’accordo. Secondo l’Europarlamento, ciò potrebbe generare un “chilling effect” sull’adozione di nuove norme ambientali, sanitarie e di tutela dei consumatori, con possibili profili di incompatibilità con i Trattati UE e la Carta dei diritti fondamentali.
– Controlli su qualità e sicurezza delle importazioni: vengono segnalate criticità legate alla possibile riduzione degli audit e dei controlli sulle importazioni agroalimentari dal Mercosur, con il rischio di indebolire gli standard europei in materia di sicurezza alimentare.
– Misure sanitarie e fitosanitarie (SPS): il Parlamento evidenzia che alcune tutele sarebbero soggette a limiti temporali e a meccanismi di revisione, in potenziale contrasto con il principio di precauzione dell’ordinamento UE.
Viene inoltre evidenziato il rischio che collegi arbitrali internazionali possano essere chiamati a valutare e sindacare l’applicazione del principio di precauzione da parte dell’UE, esponendo l’Unione a potenziali contenziosi e richieste risarcitorie anche in presenza di misure pienamente legittime secondo il diritto europeo.
Resta tuttavia aperta la possibilità che la Commissione europea proceda con un’applicazione provvisoria dell’accordo ai sensi dell’articolo 218 TFUE. Tale scenario resta subordinato all’esito del parere della Corte di Giustizia, che potrà incidere sul contenuto e sulla struttura definitiva dell’accordo.
Lo Studio Legale Padovan continuerà a monitorare l’iter di approvazione e attuazione dell’accordo e a fornire aggiornamenti sugli impatti giuridici e operativi per imprese e operatori economici interessati.