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REGOLAMENTO SAFE: IL CONSIGLIO DELL’UE APPROVA L’ASSISTENZA FINANZIARIA PER OTTO STATI MEMBRI, TRA CUI L’ITALIA

Studio Legale Padovan

Il 17 febbraio 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una serie di decisioni di esecuzione che mettono l’assistenza finanziaria a titolo SAFE (Strumento di Azione per la Sicurezza dell’Europa) a disposizione di otto Stati membri: Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia.

Le decisioni seguono quelle già adottate l’11 febbraio, relative a un primo gruppo di Stati membri, e segnano l’ingresso nella fase attuativa dello strumento.

I. Il quadro normativo: il regolamento SAFE

    Tali decisioni si inseriscono nel quadro del Regolamento (UE) 2025/1106 (“Reg. 2025/1106”), adottato il 27 maggio 2025 nell’ambito dell’iniziativa “Readiness for 2030”, che ha istituito SAFE quale principale strumento finanziario europeo per il rafforzamento delle capacità di difesa dell’Unione (di cui abbiamo scritto in un precedente post).

    L’obiettivo è fornire agli Stati membri un meccanismo di sostegno finanziario volto a incentivare investimenti nel settore della difesa, in particolare attraverso procedure di appalto congiunte e interventi coordinati sulle capacità considerate prioritarie.

    SAFE finanzia investimenti urgenti e su larga scala a beneficio della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB), con l’intento di:

    • rafforzare la capacità produttiva;
    • assicurare la disponibilità tempestiva di equipaggiamenti;
    • colmare le attuali carenze capacitive.

    Il regolamento prevede una significativa apertura verso Paesi terzi. In particolare, possono partecipare agli appalti comuni:

    • l’Ucraina;
    • i Paesi EFTA/SEE;
    • il Canada, sulla base di un accordo concluso ai sensi dell’articolo 17 del regolamento SAFE;
    • i Paesi aderenti, candidati e potenziali candidati;
    • i Paesi che hanno sottoscritto partenariati in materia di sicurezza e difesa con l’Unione.

    Tali soggetti possono partecipare alle procedure di appalto congiunte e contribuire alla formazione della domanda aggregata.

    Le decisioni adottate dal Consiglio fanno seguito alla valutazione positiva condotta dalla Commissione europea sui programmi nazionali di investimento nel settore della difesa presentati dagli Stati membri interessati.

    Con tali atti si apre la fase attuativa del meccanismo, consentendo alla Commissione di procedere all’erogazione della prima tranche di finanziamenti a lungo termine, concessi a condizioni favorevoli, destinati all’acquisizione di equipaggiamenti moderni e al rafforzamento della prontezza operativa dei Paesi beneficiari.

    II. I finanziamenti accordati agli stati membri

      Di seguito i finanziamenti accordati agi Stati membri:

      PAESEIMPORTO MASSIMO DEL PRESTITO
      Belgio8.340.027.698,00 €
      Bulgaria3.261.700.000,00 €
      Cipro1.181.503.924,00 €
      Danimarca46.796.822,00 €
      Spagna1.000.000.000,00 €
      Croazia1.700.000.000,00 €
      Portogallo5.841.179.332,00 €
      Romania16.680.055.394,00 €
      Estonia2.343.897.000,00 €
      Grecia787.669.283,00 €
      Finlandia1.000.000.000,00 €
      Italia14.900.000.000,00 €
      Polonia43.734.100.805,00 €
      Lettonia3.497.870.000,00 €
      Lituania6.375.487.000,00 €
      Slovacchia2.316.674.361,00 €

      III. Governance dello strumento: il ruolo degli Special Group Representatives (SGRs)

        Ai fini dell’attuazione operativa di SAFE, il regolamento prevede il coinvolgimento degli Special Group Representatives (SGRs), soggetti nominati dalle autorità nazionali degli Stati membri.

        Gli SGR svolgono una funzione di raccordo tra il livello nazionale e la Commissione europea, assicurando il coordinamento amministrativo e tecnico necessario per l’efficace attuazione dello strumento. In particolare, essi:

        • fungono da interfaccia tra lo Stato membro e la Commissione;
        • supportano il monitoraggio dell’attuazione dei piani nazionali di investimento;
        • forniscono informazioni sulle procedure amministrative e sul quadro normativo nazionale rilevante;
        • trasmettono richieste di chiarimento o questioni interpretative;
        • favoriscono lo scambio di best practice tra Stati partecipanti;
        • facilitano il coordinamento nell’ambito degli appalti comuni.

        L’intensità e le modalità operative del coordinamento possono variare in funzione del livello di coinvolgimento del singolo Stato membro nello strumento e delle specificità del rispettivo assetto amministrativo.

        Per quanto riguarda l’Italia, le funzioni di SGR risultano allocate presso le amministrazioni competenti in materia di politica estera e difesa. In particolare, il coordinamento è assicurato da figure individuate presso:

        • il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
        • il Ministero della Difesa;
        • l’Ufficio del Consigliere Militare della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

        Tale configurazione riflette la natura interministeriale del Gruppo speciale SAFE, che coinvolge profili di sicurezza nazionale, politica industriale, cooperazione internazionale e programmazione strategica degli investimenti.

        L’avvio della fase di erogazione dei prestiti SAFE rappresenta un passaggio di rilievo per le imprese attive nel settore della difesa, in particolare per quelle coinvolte in filiere oggetto di appalti comuni o di programmi di rafforzamento capacitivo.

        L’effettiva realizzazione dei piani nazionali e le modalità di coordinamento tra amministrazioni e Commissione saranno determinanti per valutare l’impatto concreto dello strumento sul mercato e sulle opportunità industriali.

        Lo Studio Legale Padovan vanta un’esperienza ultradecennale nella conduzione di due diligence oggettive e nella classificazione dei prodotti, in collaborazione con professionisti tecnici esperti in materia militare e dual-use. Su richiesta, lo Studio redige pareri pro veritate e relazioni tecnico-legali sulla conformità di beni, software, impianti e tecnologie alla normativa UE e nazionale in materia di esportazione di prodotti militari e dual-use, nonché in relazione alle restrizioni commerciali verso Paesi terzi (tra cui Iran e Russia) derivanti dai regolamenti UE in materia di misure restrittive. Monitoreremo l’evoluzione dell’attuazione del Regolamento SAFE e, in particolare, le procedure di gara e gli appalti che verranno progressivamente banditi, al fine di fornire aggiornamenti tempestivi e supporto qualificato agli operatori interessati.

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