In data 25 giugno 2026, la Commissione europea ha pubblicato una relazione (di seguito la “Relazione”) (link) al Parlamento europeo e al Consiglio sull’attuazione del Regolamento (UE) 2021/821 (di seguito “Regolamento Dual Use”) (link).
La Relazione offre un quadro aggiornato dell’applicazione del sistema europeo dei controlli all’esportazione, evidenziando sia i principali dati statistici relativi alle autorizzazioni rilasciate dagli Stati membri sia gli sviluppi normativi e operativi intervenuti nel corso del 2024.
Sotto il profilo quantitativo, il valore complessivo delle esportazioni di prodotti a duplice uso autorizzate nell’Unione europea ha raggiunto 77,6 miliardi di euro, pari a circa il 3% delle esportazioni extra-UE di beni. Le autorizzazioni globali continuano a rappresentare la principale tipologia di licenza in termini di valore economico (36,5 miliardi di euro), seguite dalle autorizzazioni individuali (24 miliardi di euro) e dalle autorizzazioni generali dell’Unione (9 miliardi di euro).
Per quanto riguarda le destinazioni delle esportazioni autorizzate mediante autorizzazioni individuali e generali, la Cina si conferma il principale Paese di destinazione (25%), seguita dagli Stati Uniti (21%), dal Regno Unito (7%), dalla Corea del Sud (7%) e dall’Ucraina (3%). Tra le categorie di prodotti maggiormente interessate figurano i materiali e gli impianti nucleari, i prodotti per la sicurezza delle informazioni e la crittoanalisi, le apparecchiature per la produzione e il collaudo di semiconduttori e i motori aerospaziali.
La Relazione dedica inoltre particolare attenzione ai controlli sulle tecnologie di cyber-sorveglianza, introdotti dal regolamento (UE) 2021/821. Nel 2024 gli Stati membri hanno ricevuto 320 domande di autorizzazione relative a tali prodotti, rilasciando 293 autorizzazioni e adottando 13 dinieghi. I dati confermano una sostanziale stabilità del numero di licenze rispetto all’anno precedente e una riduzione dei dinieghi.
Sul piano dell’evoluzione normativa, la Commissione evidenzia il proseguimento delle attività avviate a seguito del White Paper sulla sicurezza economica dell’Unione europea e il rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri in materia di controlli all’esportazione. Nel corso del 2024 sono inoltre proseguite le iniziative volte ad armonizzare le liste di controllo nazionali, migliorare gli strumenti informatici di gestione delle autorizzazioni, rafforzare le attività di enforcement e sviluppare programmi di formazione destinati alle autorità competenti.
La Relazione richiama anche l’aggiornamento annuale dell’Allegato I del regolamento (UE) 2021/821, adottato dalla Commissione nel settembre 2024, con il quale sono state recepite le modifiche concordate nei principali regimi multilaterali di controllo delle esportazioni, introducendo nuove voci relative, tra l’altro, ad apparecchiature nucleari, tossine, precursori chimici e sistemi di riduzione del rumore.
Il documento conferma infine il crescente impegno delle autorità nazionali nelle attività di controllo e vigilanza. Nel 2024 sono stati segnalati 270 casi di violazione della normativa in materia di export control, con un incremento rispetto all’anno precedente, e sono state irrogate 144 sanzioni amministrative o penali.
La Relazione conferma il progressivo rafforzamento del sistema europeo dei controlli all’esportazione, caratterizzato da una crescente attenzione alla trasparenza, all’uniformità applicativa e alla tutela della sicurezza economica dell’Unione, anche attraverso un più intenso coordinamento tra le autorità competenti degli Stati membri.
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