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UE-AUSTRALIA: RAGGIUNTA L’INTESA SULL’ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO TRA APERTURA DEI MERCATI E PROFILI DOGANALI DI RILIEVO

Studio Legale Padovan

In data 24 marzo 2026, l’Unione europea e l’Australia hanno annunciato il raggiungimento di tre risultati di rilievo nelle rispettive relazioni bilaterali: l’adozione di una nuova Security and Defence Partnership, l’avvio dei negoziati formali per l’associazione dell’Australia a Horizon Europe e, soprattutto, la conclusione dei negoziati per un Free Trade Agreement (FTA) definito ambizioso ed equilibrato.

Sebbene l’intesa presenti una portata più ampia, comprendendo anche profili di cooperazione strategica in materia di sicurezza, difesa, ricerca e innovazione, l’elemento di maggiore interesse per gli operatori economici è rappresentato dal FTA, destinato ad avere impatti significativi sotto il profilo commerciale, doganale e delle catene di approvvigionamento.

L’importanza dell’accordo si coglie anche alla luce dell’attuale consistenza dei rapporti economici tra le parti. Per quanto riguarda i rapporti tra Unione europea e Australia, l’interscambio commerciale ammontava a 49,4 miliardi di euro nel commercio di merci nel 2024 e a 38,1 miliardi di euro nel commercio di servizi nel 2023.

Anche sul piano bilaterale con l’Italia, i numeri confermano la rilevanza del mercato australiano: l’interscambio tra Italia e Australia di beni e servizi nel 2024 ammontava a circa 7 miliardi di euro. Tali dati consentono di comprendere in termini più concreti la portata dell’intesa raggiunta e il potenziale impatto che essa potrà generare per le imprese europee e italiane.

Dal punto di vista economico, l’accordo mira ad aprire ulteriormente il mercato australiano ai prodotti europei, con una prevista eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni UE verso l’Australia. Secondo le stime diffuse, ciò potrebbe tradursi in un risparmio di circa 1 miliardo di euro l’anno in diritti doganali per le imprese europee, oltre a una crescita delle esportazioni fino al 33% nel prossimo decennio. I settori indicati come maggiormente interessati includono, tra gli altri, il lattiero-caseario, l’automotive, la chimica e l’agroalimentare.

Sotto il profilo doganale, l’accordo risulta di particolare rilevo in quanto non si limita a prevedere una riduzione generalizzata delle barriere tariffarie, ma disciplina anche l’accesso preferenziale al mercato australiano in comparti strategici e sensibili. In ambito agroalimentare, ad esempio, è prevista l’eliminazione dei dazi su numerose esportazioni europee, tra cui formaggi, preparazioni di carne, vino e spumanti, frutta e verdura trasformata, cioccolato e prodotti dolciari. Parallelamente, l’intesa tiene conto delle sensibilità del mercato europeo, prevedendo, per alcuni prodotti agricoli più delicati, l’utilizzo di contingenti tariffari e di meccanismi di salvaguardia volti a evitare effetti distorsivi sul mercato dell’Unione.

Particolarmente significativo è anche il capitolo relativo alle materie prime critiche. L’Australia riveste infatti un ruolo strategico quale produttore di risorse quali litio, manganese e alluminio, essenziali per la competitività industriale e la sicurezza economica dell’UE. In tale prospettiva, il Free Trade Agreement non assume rilievo soltanto sul piano tariffario, ma anche come strumento di rafforzamento e diversificazione delle supply chain europee, contribuendo a renderle più stabili e resilienti rispetto a shock economici o geopolitici.

L’accordo presenta inoltre profili di interesse anche in materia di servizi, appalti pubblici, flussi di dati e accesso al mercato per le PMI, ampliando le opportunità per le imprese europee e introducendo regole avanzate, tra cui il divieto di requisiti di localizzazione dei dati. A ciò si aggiunge la tutela di un numero significativo di Indicazioni Geografiche europee, nonché l’aggiornamento del quadro di protezione relativo ai vini, aspetti che rafforzano la tutela delle eccellenze europee anche sul mercato australiano.

Non meno importante è il fatto che il Free Trade Agreement incorpori impegni in materia di sostenibilità, ambiente, diritti dei lavoratori, parità di genere e sistemi alimentari sostenibili, in linea con l’approccio dell’Unione volto a promuovere da un alto l’apertura commerciale e, dall’altro, la tutela di standard elevati.

In sintesi, pur inserendosi in un più ampio rafforzamento delle relazioni UE-Australia — che comprende anche cooperazione in materia di difesa e innovazione — il Free Trade Agreement rappresenta il profilo di maggiore rilievo operativo per le imprese, in quanto destinato a incidere in modo diretto su dazi, accesso al mercato, tutela delle produzioni europee, approvvigionamento di materie prime critiche e competitività delle esportazioni europee.

Lo Studio Legale Padovan continuerà a monitorare l’iter di approvazione e attuazione dell’accordo e a fornire aggiornamenti sugli impatti giuridici e operativi per imprese e operatori economici interessati.

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