RIFORMA DOGANALE UE: IL CONSIGLIO ADOTTA LA PROPRIA POSIZIONE SUL NUOVO CODICE DOGANALE E SULLA NUOVA AUTORITÀ DOGANALE EUROPEA
In data 3 settembre 2026, il Consiglio dell’Unione europea ha formalmente adottato la propria posizione (ST 8190 2026 REV 2 ADD 1) in prima lettura sul nuovo Regolamento che istituisce il Codice Doganale dell’Unione e la nuova Autorità Doganale europea, abrogando il vigente Regolamento (UE) n. 952/2013.
Il testo, definito a seguito di cinque sessioni di trilogo con il Parlamento europeo svoltesi tra luglio 2025 e marzo 2026, era stato già confermato dal Comitato dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) il 15 aprile 2026. Si tratta della riforma doganale più ambiziosa degli ultimi decenni, avviata con la proposta della Commissione del maggio 2023
Tra i principali elementi della riforma si segnalano:
- l’istituzione dell’EU Customs Data Hub, una piattaforma digitale centralizzata che sostituirà i sistemi informatici doganali nazionali, con uso obbligatorio per gli operatori e-commerce dal 1° luglio 2028 e per tutti gli operatori dal 1° marzo 2034;
- la creazione di una nuova Autorità Doganale dell’UE, con sede a Lille, operativa dal 2027, incaricata della gestione del rischio a livello unionale e del coordinamento delle operazioni doganali;
- l’introduzione del nuovo status di operatore Trust and Check, che consentirà agli operatori più affidabili di beneficiare di procedure semplificate, fino all’immissione in libera pratica senza intervento doganale attivo.
L’introduzione di misure specifiche per l’e-commerce, tra cui la qualificazione delle piattaforme extra-UE come soggetti importatori responsabili degli obblighi doganali, un sistema di sanzioni graduate fino al 6% del valore annuo delle importazioni e l’introduzione di una tariffa di gestione sui piccoli pacchi entro il 1° novembre 2026 , misure che si affiancano al dazio forfettario temporaneo di 3 euro già in vigore dal 1° luglio 2026 fino all’entrata in operatività del Data Hub, di cui abbiamo trattato in un precedente post .
Il testo sarà ora trasmesso al Parlamento europeo per l’approvazione in seconda lettura, attesa nel corso di settembre 2026. L’entrata in vigore è prevista dodici mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.
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