Il 5 ottobre 2026 il Dipartimento del Tesoro dell’Office of Foreign Assets Control (“OFAC”) ha pubblicato il nuovo Alert “Notice to Foreign Financial Institutions Conducting Business with Iran”.
L’Alert, nello specifico, richiama l’attenzione degli istituti finanziari non statunitensi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran e/o che operano all’interno dei settori sanzionati nell’ambito dell’operazione “Economic Outcast”, di cui al seguente press release della Casa Bianca (di cui abbiamo parlato al precedente post).
L’OFAC ribadisce, in primo luogo, che le istituzioni finanziarie non statunitensi che agevolino l’accesso dell’Iran al sistema finanziario internazionale, anche attraverso la prestazione di servizi finanziari a banche iraniane o alle relative controllate o filiali situate in Paesi terzi, sono a loro volta esposte a rischio sanzionatorio, in ragione della loro operatività nei settori dell’economia iraniana sottoposti a sanzioni o del supporto da esse fornito verso tali settori.
In concreto, ciò comporta il rischio di inserimento nella lista SDN, con il conseguente congelamento di tutti gli attivi presenti negli Stati Uniti ovvero nel possesso di una U.S. Person e, di fatto, l’esclusione del designato dalla maggior parte dei circuiti finanziari e commerciali internazionali.
L’Alert sottolinea inoltre che gli istituti finanziari potrebbero vedersi destinatari di provvedimenti e sanzioni di diritto interno, di natura civile e penale qualora le transazioni sopra descritte portino ad una violazione delle sanzioni statunitensi da parte di istituti finanziari, persone fisiche o altre “U.S. persons” soggette alla giurisdizione degli Stati Uniti.
Infine, il Dipartimento del Tesoro richiama l’attenzione degli istituti finanziari sul rischio di elusione delle misure previste dal regime sanzionatorio statunitense attraverso il sistema del c.d. “shadow banking”. In particolare, specifica l’OFAC, l’Iran si avvale di reti di soggetti di fiducia e di società di comodo e copertura al fine di aggirare le sanzioni e preservare l’accesso al sistema finanziario internazionale. Tali reti di “shadow banking” consentono infatti di trasferire e riciclare fondi, provenienti principalmente dalla vendita di petrolio iraniano e di altre materie prime, attraverso strutture e operazioni volte a occultarne l’origine iraniana e la riconducibilità all’Iran.
In tale contesto, gli istituti finanziari esteri potenzialmente esposti ad attività riconducibili allo shadow banking iraniano sono invitati, ove non abbiano già provveduto, ad adottare adeguate misure volte a individuare, prevenire e contrastare tali attività, in modo tale da ridurre la propria esposizione al rischio di coinvolgimento in operazioni di elusione delle sanzioni statunitensi.
Le misure adottate dovrebbero tenere conto delle tipologie operative dello shadow banking iraniano già individuate dal Dipartimento del Tesoro statunitense e, secondo un approccio basato sul rischio, integrare le misure di mitigazione indicate dal medesimo Dipartimento all’interno delle seguenti fonti:
- Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) Alert on the Use of Front Companies, Financial; Facilitators, and Digital Asset Infrastructure by Iran’s Islamic Revolutionary Guard Corps to Evade; Sanctions and Launder Proceeds;
- FinCEN Financial Trend Analysis, Iranian Shadow Banking: Trends in Bank Secrecy Act Data;
- FinCEN Advisory on the Iranian Regime’s Illicit Oil Smuggling Activities, Shadow Banking Networks, and Weapons Procurement Efforts.
Complessivamente, l’Alert contribuisce dunque a rafforzare ed evidenziare la portata applicativa delle nuove restrizioni, con particolare riferimento ai rischi cui sono esposte le istituzioni finanziarie che intrattengano rapporti, direttamente o indirettamente, con soggetti e attività riconducibili all’economia iraniana. Tali misure, in continuità con quanto previsto nell’ambito dell’operazione “Economic Outcast”, mirano a incrementare ulteriormente l’isolamento economico dell’Iran, accrescendo al contempo i profili di rischio sanzionatorio per gli intermediari finanziari coinvolti nelle relative operazioni.
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