Come già analizzato in un nostro precedente contributo, il 20 febbraio 2026 la Supreme Court of the United States (“SCOTUS”) ha dichiarato l’illegittimità dei dazi introdotti dal Presidente Donald Trump ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act (“IEEPA”). In particolare, la SCOTUS ha riaffermato un principio centrale: il potere di imporre dazi appartiene al Congresso.
Qualora il Congresso intenda delegare tale potere al Presidente, deve farlo in modo espresso e con limiti chiari.
Nella medesima data, il Presidente ha emanato la Proclamation intitolata “Ending Certain Tariff Actions”, con la quale ha disposto la cessazione degli “additional ad valorem duties” precedentemente imposti ai sensi dell’IEEPA, stabilendo che tali dazi non debbano più essere riscossi.
Alla luce della decisione della Corte Suprema e della successiva Proclamation presidenziale, si può ritenere che la U.S. Customs and Border Protection (“CBP”) non possa più riscuotere i dazi istituiti ai sensi dell’IEEPA.
A titolo esemplificativo, risultano abrogati:
- i cosiddetti dazi “reciproci” (pari, per le importazioni provenienti dall’Unione europea, al 15%);
- i dazi collegati all’emergenza fentanyl (c.d. “dazi fentanyl”)
La declaratoria di illegittimità riguarda esclusivamente i dazi fondati sull’IEEPA e non incide sui poteri del Presidente di imporre misure tariffarie ai sensi di altre normative, nei limiti previsti dalle stesse.
Restano pertanto pienamente in vigore:
- i dazi Section 232 (Trade Expansion Act);
- i dazi Section 301 (Trade Act).
Tali misure continuano ad applicarsi e dovranno essere regolarmente corrisposte in sede di importazione negli Stati Uniti.
IL NODO IRRISOLTO: I RIMBORSI
Se la questione della legittimità è stata definita, resta invece aperto il tema dei rimborsi dei dazi IEEPA già riscossi.
La Corte Suprema non si è pronunciata sul rimedio applicabile. Nel principale dissenting opinion, il Giudice Kavanaugh ha tuttavia evidenziato il potenziale impatto economico della decisione, sottolineando che i rimborsi potrebbero ammontare a miliardi di dollari.
La questione è ora rimessa, in prima battuta, alla United States Court of International Trade (“CIT”), dinanzi alla quale si concentrerà il contenzioso.
Prossimi step procedurali
Attualmente:
- tutte le cause relative ai rimborsi pendenti dinanzi alla CIT risultano sospese, in attesa di indicazioni alla luce della decisione della Corte Suprema;
- la Corte Suprema ha confermato la decisione della U.S. Court of Appeals for the Federal Circuit;
- secondo le regole procedurali, la sentenza sarà trasmessa al Federal Circuit dopo 32 giorni (salvo proroga);
- il Federal Circuit rinvierà quindi il caso V.O.S. Selections alla CIT per la prosecuzione del giudizio;
- il caso Learning Resources, promosso dinanzi al tribunale distrettuale federale di Washington D.C., è stato annullato per difetto di giurisdizione.
Infine, è prevedibile che la CIT emetta un case management order per coordinare le numerose cause pendenti, invitando i difensori a confrontarsi tra loro e valutando eventualmente la costituzione di un litigation steering committee.
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