Il 24 aprile 2026 l’Office of Foreign Assets Control (“OFAC”) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (cfr. link) ha adottato nuove misure restrittive ai sensi dell’Executive Order 13902, volte a colpire soggetti operanti nei settori petrolifero e petrolchimico dell’Iran.
In particolare, è stata disposta la designazione in SDN List (Specially Designated Nationals and Blocked Persons List) della raffineria indipendente cinese Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery Co., Ltd. (“Hengli”), per essere attiva nell’acquisto di petrolio greggio iraniano, contribuendo in modo significativo alle entrate del regime iraniano e delle sue forze armate.
Inoltre, l’OFAC ha designato circa 40 tra navi e compagnie di navigazione ritenute parti della c.d. “flotta ombra” iraniana, ossia una rete di imbarcazioni utilizzate per facilitare il commercio di greggio iraniano verso mercati esteri, in particolare asiatici.
Contestualmente, l’OFAC ha emesso la General License V, che autorizza fino al 24 maggio 2026 le operazioni “ordinariamente incidentali e necessarie” alla chiusura (wind-down) di operazioni che coinvolgono Hengli o entità da essa possedute, direttamente o indirettamente, per almeno il 50%. La licenza stabilisce inoltre che eventuali pagamenti a favore di soggetti bloccati debbano essere effettuati su conti vincolati fruttiferi situati negli Stati Uniti.
È importante sottolineare che anche gli operatori non statunitensi possono essere esposti a sanzioni secondarie, le quali si applicano a qualsiasi soggetto – pur in assenza di un vincolo giurisdizionale con gli Stati Uniti o “US nexus”- che effettui una “significant transaction” con soggetti o entità inseriti nella lista SDN, ovvero con entità partecipate in misura pari o superiore al 50% da uno o più soggetti designati, o in uno dei settori soggetti a sanzioni extraterritoriali.
Infine, con un alert pubblicato il 28 aprile 2026 (cfr. link), l’OFAC ha richiamato l’attenzione degli istituti finanziari sui rischi sanzionatori connessi alle raffinerie indipendenti cinesi, in particolare nella provincia dello Shandong, alla luce del loro ruolo continuativo nell’importazione e nella raffinazione di petrolio greggio iraniano. In particolare, l’alert esorta gli istituti finanziari a:
- adottare controlli basati sul rischio per evitare di agevolare transazioni che coinvolgono tali raffinerie;
- svolgere adeguata due diligence rafforzata sulle transazioni che coinvolgono raffinerie con sede in Cina, in particolare nella provincia di Shandong; e
- garantire una chiara comunicazione degli obblighi di compliance alle banche corrispondenti.
I professionisti dello Studio Legale Padovan, forti di una esperienza ultraventennale in materia di sanzioni economiche internazionali e di un network di corrispondenti internazionali stabiliti anche negli USA, sono a disposizione delle imprese per fornire chiarimenti sulle nuove designazioni e per assisterle nell’adeguamento delle procedure di controllo interno, nella gestione delle attività di screening delle controparti e nell’attuazione di strategie di mitigazione del rischio sanzionatorio.